PER AIUTARE LE FAMIGLIE MENO ABBIENTI I FONDI NON SI TROVANO MAI!

PER RINCHIUDERE I BAMBINI NELLE VARIE "LOBBY AFFIDATARIE", ALLA BELLA CIFRA DI TREMILA EURO MENSILE PER OGNUNO I FONDI LI TROVANO SEMPRE!

Le statistiche dicono che la percentuale più alta degli allontanamenti coatti è il 43,65% ed è dovuta a problemi economici della famiglia... che producono indiscutibilmente anche la conflittualità di coppia - il che alza di fatto la percentuale.

LA DOMANDA CHE VIENE SPONTANEA E' QUESTA:

cosa intendono fare assistenti sociali (consulenti incaricati dei giudici e dal legislatore) magistrati dei Tribunali per i Minorenni... circoscrivere il diritto ad avere una famiglia a determinate classi sociali? (cfr. gli artt. 3, 31 e 36 della Costituzione italiana).

L'art. 1 comma 2 della legge n. 149 del 28 marzo 2001 (G.U. 26 aprile 2001) recita: " Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto".

MA QUALE SOSTEGNO? QUALE AIUTO?

Chi non ha vissuto il problema e/o non ha avuto strette relazioni con le istituzioni preposte ad applicare quanto stabilito dal suddetto comma... non può immaginare che genere di aiuto hanno ricevuto molte famiglie... ad alcuni non è nemmeno stato concesso di esporre il/i problema/i (ti interrompevano prima di parlare e tergiversavano per dirottare il ragionamento su altre questioni).

INFATTI:
La suprema Corte di Cassazione ha reso noto (sentenza n. 2010 del 2000) che: "l'istituto dell'adozione è un estremo rimedio da prendersi, non per ovviare a carenze assistenziali o per assicurare al minore un tenore di vita migliore di quello che avrebbe nella famiglia di origine... "

Per concludere (dulcis in fundo) il legislatore al comma 3 della suddetta legge continua:
"Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie competenze, sostengono, con idonei interventi, nel rispetto della loro autonomia e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, i nuclei familiari a rischio, al fine di prevenire l’abbandono e di consentire al minore di essere educato nell’ambito della propria famiglia".

Sapendo, forse, che il desiderio di avere un figlio è innato e naturale in ogni individuo (indipendentemente dalla propria condizione economica - che può anche peggioraree nel tempo - come si è registrato in molte famiglie nell'ultimo decennio) e sapendo che la precarietà economica ha provocato l'abbandono vero e proprio di molti minori (spesso appena nati)... ha pensato di prevenire tale triste sorte di molti minori. Il problema è che di quanto stabilito dal legislatore, gli enti preposti se ne sono sempre fregati e continuano a farlo (tanto nessuno li giudica: artt. 28 - 54 e 107 della Costituzione).

Il problema è che non ci sono mai soldi per aiutare le famiglie a rischio (anche se sulla carta esistono fondi ordinari e speciali)... ma il legislatore - guarda caso - ha previsto anche questo (cfr. il seguito del comma 3), tanto da promuovere iniziative di formazione dell'opinione pubblica sull'affidamento e l'adozione e di sostegno all'attività delle comunità di tipo famigliare, organizzando corsi di preparazione (...) per le famiglie e le persone che intendono avere in affidamento o in adozione minori. Quando la famiglia - d'origine - non è in grado di provvedere alla crescita e all'educazione del minore, si applicano gli istituti (cfr. il comma 4) di cui alla presente legge.


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